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Google Ads per hotel in Albania: budget, stagionalità e gli errori che costano

Google Ads per un hotel non è “spendere soldi su Google”. È pagare solo per le ricerche che portano prenotazioni dirette, nei mesi giusti, con la pagina giusta dietro.

Greoli Web Agency, Valona

Quando ha senso Google Ads per un hotel

Ha senso quando il sito può ricevere prenotazioni dirette e quando ci sono camere libere nel periodo della campagna. Non ha senso ad agosto per un hotel pieno, né per un sito senza motore di prenotazione. Ha molto senso in aprile-giugno e settembre-ottobre, quando i turisti pianificano e la concorrenza di Booking è più bassa.

La regola semplice: Ads riempie le camere che resterebbero vuote, non quelle che si riempiono da sole.

Difendere il nome dell’hotel

Cercate il nome del vostro hotel su Google: spesso il primo annuncio è di Booking, che paga per il vostro nome e incassa la commissione. La prima campagna, e la più economica, è quella sul vostro nome: costa poco, perché Google riconosce il vostro sito come il più rilevante, e riporta a voi clienti che vi stavano già cercando.

È la campagna con il ritorno più alto per qualsiasi hotel, e molti hotel non ce l’hanno.

Le ricerche giuste

“Hotel Valona”, “hotel Saranda vista mare”, “hotel Ksamil piscina”, “hotel Durazzo spiaggia famiglia”, “albergo Valona”, “hotel Saranda Albania”: ricerche con intenzione di prenotare. Evitate “Albania turismo”, “spiagge più belle”: sono curiosi, non clienti. Le campagne si dividono per lingua: albanese per il mercato locale e il Kosovo, italiano per l’Italia, inglese per il resto.

Ogni gruppo di ricerche ha la sua pagina: chi cerca “hotel con piscina” deve aprire la pagina della piscina, non la home.

Il budget per stagione

In Albania il costo per clic per gli hotel va da pochi centesimi per le ricerche in albanese a 1-2 euro per quelle in italiano e inglese in stagione. Un budget ragionevole per un hotel medio si concentra in aprile-giugno e settembre, con poco o nulla ad agosto. Il budget si divide per mercato: più Italia se siete a Valona o Saranda, più Kosovo se siete a Durazzo.

Le campagne si fermano quando l’hotel si riempie e ripartono quando si liberano camere: è il lavoro di chi segue la campagna ogni settimana.

La pagina dietro l’annuncio

Il clic costa; la pagina decide se diventa una prenotazione. Serve: motore di prenotazione visibile, prezzo, offerta diretta, foto, recensioni, contatto WhatsApp per chi non vuole pagare online. Ogni campagna ha la sua pagina di vendita, non la home con dieci link.

Se la pagina si apre lenta da mobile, metà dei clic si perde prima di vedere il prezzo.

Misurare le prenotazioni

Senza misurazione non sapete se la campagna funziona. Impostiamo il tracciamento delle prenotazioni dal motore, dei clic su WhatsApp e telefono, dei moduli. Ogni mese vedete: quanti clic, quante prenotazioni, quanto è costata ogni prenotazione, quanto vale. Se una prenotazione diretta costa 15 euro di pubblicità e fa risparmiare 60 euro di commissione, la campagna guadagna.

Il report deve essere leggibile dal titolare, non solo dall’agenzia.

Google Hotel Ads

Oltre agli annunci classici, Google mostra i prezzi degli hotel direttamente nella mappa e nella ricerca, con “Prenota” dal sito ufficiale accanto a Booking. Per comparire serve un motore di prenotazione collegato a Google. Quando il cliente vede che il prezzo diretto è più basso di Booking, clicca da voi. È il canale che cresce più in fretta per gli hotel indipendenti.

Gli errori che costano

Campagne generiche “Albania hotel” senza divisione per lingua. Annunci che portano alla home. Budget uguale ogni mese a prescindere dalla stagione. Nessuna misurazione. Campagna lasciata andare da sola tutta l’estate. Parole negative mancanti (lavoro, mappa, wikipedia). Ognuno di questi errori brucia fino a metà del budget.

Quanto costa la gestione

La gestione di una campagna per hotel è un canone mensile fisso più il budget pubblicitario che va a Google. L’account è sempre intestato all’hotel: se cambiate agenzia, la storia della campagna resta vostra. Chiedete un report mensile e un calendario stagionale scritto fin dall’inizio.

Remarketing: far tornare chi se n’è andato

La maggior parte dei visitatori guarda il sito e se ne va senza prenotare: confronta, aspetta lo stipendio, chiede alla famiglia. Il remarketing mostra il vostro annuncio nei giorni successivi, su Google e YouTube, con l’offerta diretta. Costa poco, perché parla solo a chi vi conosce già, e porta una buona parte delle prenotazioni dirette.

Attenzione al periodo: da sette a quattordici giorni bastano; più a lungo infastidisce.

Un calendario annuale tipo

Gennaio-febbraio: difesa del nome e piccola campagna per le prenotazioni anticipate con sconto. Marzo-giugno: campagne complete per Italia e Kosovo, il budget più alto dell’anno. Luglio: solo nome e remarketing. Agosto: pausa o solo nome. Settembre-ottobre: campagne per la bassa stagione, coppie senza figli, prezzi più bassi. Novembre-dicembre: pausa, analisi dell’anno, preparazione delle offerte per l’anno dopo.

Il calendario si scrive all’inizio e si aggiusta ogni mese con i dati delle prenotazioni.

Domande frequenti

Quanto budget serve per iniziare?

Per un hotel medio, un budget mensile modesto in aprile-giugno e settembre basta per vedere i risultati. Si aumenta solo se le prenotazioni tornano.

Ads porta risultati subito?

I clic sì, dal primo giorno. Le prenotazioni dipendono dal sito: con motore di prenotazione e offerta diretta, entro la prima settimana.

Devo fare pubblicità anche ad agosto?

Di solito no, se siete pieni. Il budget si conserva per i periodi vuoti.

Chi possiede l’account?

Voi. Lo apriamo a vostro nome e lo gestiamo con accesso.

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