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Come misurare il marketing digitale: il report mensile che un titolare d’azienda in Albania deve chiedere

“Abbiamo 3.000 follower nuovi e 50.000 visualizzazioni” non paga nessuna fattura. “Abbiamo 80 prenotazioni dai social a 4 euro l’una” sì. Il report giusto ha una pagina e risponde a una domanda: quanti clienti, a che costo, da dove.

Greoli Web Agency, Valona

L’unica domanda

Quanti clienti nuovi vi ha portato il marketing questo mese, a che costo, da quale canale? Ogni altro numero serve a rispondere a questa domanda o non serve. Il titolare che fa questa domanda ogni mese riceve report utili; quello che accetta “le visualizzazioni” riceve report belli.

La catena della misurazione

Visualizzazioni → clic o visite → richieste (modulo, WhatsApp, telefonata, DM, prenotazione) → richieste qualificate → clienti → ricavi. Ogni passaggio ha il suo numero e una percentuale di passaggio. Se le visualizzazioni salgono e le richieste no, il problema è il contenuto; se le richieste salgono e i clienti no, il problema è la risposta o l’offerta.

I numeri per sito e SEO

Le visite da Google (organiche) per lingua. Le ricerche per cui comparite e le posizioni (Search Console). Le pagine più visitate. Le richieste dal sito (modulo, WhatsApp, telefono) con l’origine. La velocità. Il confronto con il mese e l’anno precedenti. Strumenti: Search Console e Analytics, gratuiti.

I numeri per Google Ads

Il budget speso. Clic e costo per clic. Le richieste (conversioni) e il costo per richiesta. Per campagna e lingua. Le richieste qualificate (dal CRM o dall’annotazione in azienda). I clienti e i ricavi se tracciati. Il costo per cliente rispetto al valore del cliente. Se quest’ultimo manca, il report è incompleto.

I numeri per i social

Portata e follower veri (non comprati). I messaggi ricevuti (DM, WhatsApp dai social). Le prenotazioni o gli ordini con origine social (l’annotazione in azienda). Per le inserzioni: costo per messaggio e per prenotazione. I post e i formati che hanno portato più messaggi. Like e visualizzazioni restano in fondo, come contesto.

I numeri per email e WhatsApp

I nuovi contatti in lista. Le email inviate, aperte, clic, disiscrizioni. Le prenotazioni o gli ordini con il codice dell’email. Per WhatsApp: i messaggi, il tempo medio di risposta, gli ordini etichettati. I ricavi dalla lista rispetto al costo dello strumento.

L’annotazione “come ci avete trovato”

Lo strumento più semplice e più sottovalutato: in reception, al telefono, nel modulo, la domanda “come ci avete trovato?” con le risposte annotate (Google, Instagram, Facebook, TikTok, passaparola, passavo davanti). Dopo un mese, conoscete la percentuale vera di ogni canale anche senza tracciamento tecnico. Combinata con i numeri delle piattaforme, dà il quadro completo.

Il report in una pagina

In alto: i clienti nuovi, i ricavi attribuiti, il costo totale, il ritorno. Poi, per canale: costo, richieste, costo per richiesta, clienti. Poi: cosa è stato fatto questo mese, cosa ha funzionato, cosa no, cosa si propone per il mese dopo. In fondo: i numeri di contesto (visite, follower, visualizzazioni). Gli stessi numeri ogni mese, con il confronto. Si legge in cinque minuti.

Come leggerlo

I canali con il costo per cliente più basso ricevono più budget. I canali che portano richieste ma non clienti hanno un problema dopo la richiesta (la risposta, l’offerta, il prezzo). I canali che portano solo visualizzazioni senza richieste si fermano o si cambiano. La tendenza trimestrale vale più del singolo mese. La decisione si prende con i numeri, non con le impressioni.

Cosa non misurare

I like come obiettivo. I follower comprati. La “prima posizione” per una ricerca che nessuno fa. Le visualizzazioni delle inserzioni senza conversioni. I report di 30 pagine con grafici che nessuno legge. I numeri senza confronto con il mese precedente. I numeri senza il costo accanto.

Gli strumenti gratuiti

Search Console e Analytics per il sito. Meta Business Suite e TikTok Analytics per i social. Google Ads e Meta Ads per le inserzioni. Google Business Profile per la mappa. Un foglio Excel o Google Sheets per raccogliere tutto in una pagina. Un CRM semplice per le richieste. Nessuno strumento a pagamento è necessario per iniziare.

Gli errori

Non avere un obiettivo misurabile. Cambiare i numeri ogni mese. Non annotare l’origine dei clienti. Giudicare dopo due settimane. Leggere solo il totale. Accettare report senza costo per richiesta. Non decidere nulla dopo il report: il report serve a cambiare il budget.

Esempio: il report di un hotel a luglio

Clienti nuovi: 210 prenotazioni dirette, ricavi X, costo totale marketing Y, ritorno 8:1. Google Ads in italiano: 90 prenotazioni, costo per prenotazione 6 €. Meta polacchi: 40 prenotazioni, 9 €. Instagram organico: 35 prenotazioni, costo solo la tariffa. Email di gennaio: 45 prenotazioni, costo quasi zero. Google organico: il 25% delle visite, in crescita. La proposta: aumentare email e Google Ads in italiano, ridurre Meta polacchi a settembre. Una pagina, cinque minuti, decisione presa.

Domande frequenti

Qual è il numero più importante?

Il costo per cliente nuovo per canale, rispetto al valore del cliente.

Quante pagine deve avere il report?

Una, con gli stessi numeri ogni mese. I dettagli in appendice per chi li vuole.

Posso farlo da solo?

Sì, con gli strumenti gratuiti e l’annotazione “come ci avete trovato”. L’agenzia lo fa più in fretta e con i confronti.

Ogni quanto?

Ogni mese. Le decisioni di budget ogni tre mesi sulla tendenza.

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