
La strategia: prima di pubblicare
Chi è il cliente (età, lingua, città, dove decide), quali canali (Instagram, Facebook, TikTok, LinkedIn), quale obiettivo (messaggi, clic al sito, prenotazioni, richieste), con quale tono, quante volte. Un documento breve che risponde a queste domande prima del primo post. Senza strategia, i post sono rumore.
Il calendario editoriale
Un mese prima: i temi, i formati (video, carosello, foto, stories), le date, chi produce cosa, le feste e gli eventi dell’azienda. In Albania il calendario segue la stagione turistica per la costa, le feste (Bajram, Pasqua, Capodanno), i weekend per i locali. Il calendario distingue un profilo vivo da uno che pubblica quando se ne ricorda.
La produzione dei contenuti
Riprese foto e video (da soli o con il fotografo), montaggio, grafica, testi nelle lingue dei clienti (albanese, italiano, inglese), sottotitoli, hashtag. Per un ristorante: piatti e persone; per un hotel: camere e destinazione; per un’agenzia immobiliare: immobili e zone; per una clinica: servizi e team. La produzione occupa metà del tempo.
La pubblicazione
All’ora giusta per il canale e il cliente (la sera per i locali, la mattina per i servizi, il weekend per gli stranieri), con il formato giusto per ogni canale (non lo stesso post ovunque), con i testi e gli hashtag giusti. Strumenti di programmazione per non dipendere dal telefono del titolare.
La community
Risposte a commenti e DM entro l’ora, nella lingua del cliente, con il tono del marchio. Gestione delle lamentele pubbliche. Interazione con i profili della zona (partner, clienti, creator). In Albania i DM sono il canale di vendita: un social media manager che non risponde ai DM non sta facendo il lavoro.
Le inserzioni
Campagne con piccolo budget su Meta (e TikTok): l’obiettivo giusto (messaggi, clic), il pubblico giusto (città, età, interessi, turisti), la creatività giusta (video), la misurazione. Non “metti in evidenza il post”. Per le aziende che hanno bisogno di Google Ads, il coordinamento con chi le gestisce.
Misurazione e report
Ogni mese: portata, interazioni, follower veri, messaggi, clic al sito, prenotazioni o richieste dai social, costo per risultato dalle inserzioni. In una pagina, leggibile dal titolare. Con le proposte per il mese dopo. Il report distingue un professionista da chi pubblica.
Cosa non fa
Non fa il sito (ma lavora con chi lo fa). Non fa SEO (ma i contenuti aiutano). Non garantisce follower (quelli comprati non valgono nulla). Non sostituisce il titolare: ha bisogno di materiali, informazioni e risposte. Non lavora senza accesso come amministratore agli account dell’azienda.
La giornata tipo
Mattina: controllo di DM e commenti, risposte; pubblicazione del post del giorno; controllo delle inserzioni. Mezzogiorno: riprese o montaggio per il cliente della settimana; i testi. Pomeriggio: stories per locali e hotel; programmazione dei post del giorno dopo; controllo delle recensioni su Google. Sera: controllo dei DM per ristoranti e bar nell’ora della decisione. Weekend: stories e DM per le aziende che lavorano il sabato.
Gli strumenti
Programmatore di post, app di montaggio video su telefono e computer, grafica, gestore inserzioni Meta, statistiche native, un foglio Excel o uno strumento per calendario e report, WhatsApp Business per i clienti. Non servono strumenti costosi: serve il metodo.
Le domande per scegliere
Mi mostri il report di un cliente (anonimo). Qual è il calendario del mese prossimo per un’azienda come la mia? Come misurate le prenotazioni dai social? Chi risponde ai DM e in quanto tempo? Chi produce foto e video? In quali lingue scrivete? Quanto costa la pubblicità e chi possiede l’account? Chi risponde bene, conosce il lavoro.
Interno, freelance o agenzia
Interno: conosce l’azienda, ma spesso senza metodo e senza tempo (lo fa insieme al suo lavoro). Freelance: flessibile, metodo variabile, rischio se se ne va. Agenzia: metodo, team, continuità, costo più alto. Per molte aziende albanesi: l’agenzia per strategia, calendario, riprese, inserzioni e report; una persona interna per stories e DM con indicazioni.
Esempio: una settimana per una clinica dentale a Tirana
Lunedì: controllo DM e commenti, post con il dott. X che spiega lo sbiancamento in 30 secondi (albanese con sottotitoli in inglese per i turisti dentali), controllo dell’inserzione agli italiani. Martedì: riprese mensili in clinica (team, ambienti, due procedure), testi per i quattro post successivi. Mercoledì: carosello “5 domande prima di un impianto”, stories con il paziente soddisfatto (con permesso), risposte in italiano a tre richieste da Bari. Giovedì: Reel della clinica, controllo delle recensioni Google e risposte. Venerdì: post con il team, pianificazione della settimana dopo, breve report settimanale al titolare: 60 messaggi, 14 prenotazioni, 9 dall’Italia.
Cosa deve dare l’azienda
Una persona di contatto che risponde entro la giornata per le approvazioni. Accesso come amministratore a Instagram, Facebook, TikTok e profilo Google, con account intestati all’azienda. Le informazioni: servizi, prezzi se si mostrano, orari, eventi un mese prima. Due-tre ore al mese per le riprese, con gli ambienti in ordine. Le liberatorie dei clienti per le foto. Le risposte alle domande dei clienti che il social media manager non conosce. Senza questi, anche il metodo migliore produce post generici.
Domande frequenti
Quante ore a settimana servono per un’azienda?
Da 4-6 ore per un profilo piccolo a 20+ per un hotel o locale attivo in stagione.
Deve fornire i contenuti il titolare?
I materiali base sì (informazioni, accessi, tempo per le riprese); la produzione la fa il social media manager.
In quali lingue?
Quelle dei clienti: in Albania di solito albanese, italiano e inglese.
Chi possiede gli account?
Sempre l’azienda. Il social media manager ha accesso come amministratore o editor.
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