
Da cosa dipende la tariffa
Il numero di canali (Instagram, Facebook, TikTok, LinkedIn). I post a settimana e le stories al giorno. Chi produce foto e video (voi, il social media manager, un fotografo). Le lingue (solo albanese, o anche italiano e inglese). La gestione delle inserzioni. La risposta ai DM e gli orari (sera e weekend costano). Il report. La stagionalità (estate intensa, inverno leggero). Ogni offerta deve dire quali di questi comprende.
Fascia 1: il profilo base
Un canale, due-tre post a settimana, stories dai vostri materiali, testi in albanese, risposta ai DM in orario d’ufficio, report semplice. Per un negozio, uno studio, un artigiano. È la fascia più economica e funziona se fornite i materiali. Non comprende riprese né inserzioni.
Fascia 2: l’azienda attiva
Due canali, tre-quattro post a settimana, stories ogni giorno, una ripresa al mese, testi in due-tre lingue, inserzioni con piccolo budget, DM anche la sera, report mensile. Per ristoranti, piccoli hotel, agenzie immobiliari, cliniche. È la fascia più richiesta e costa meno di un dipendente part-time.
Fascia 3: la presenza completa
Tre-quattro canali, post ogni giorno, stories numerose, riprese settimanali, video montati, tre lingue, inserzioni strutturate, DM 7/7 in stagione, collaborazioni con creator, report dettagliato. Per hotel e resort, locali notturni, costruttori, marchi. Costa quanto un dipendente a tempo pieno, ma con team e metodo.
Il budget pubblicitario
Va a parte, direttamente a Meta o TikTok, dalla carta dell’azienda, su un account intestato all’azienda. Non è compreso nella tariffa del social media manager e non deve passare da lui. La tariffa di gestione delle inserzioni è fissa o una percentuale sul budget; la prima è più chiara.
Cosa deve comprendere ogni offerta
I canali. I post a settimana e le stories. Chi produce i contenuti e quante riprese. Le lingue. Chi risponde ai DM e in quali orari. Le inserzioni: gestione sì/no, budget a parte. Il report mensile. La durata minima del contratto. La proprietà degli account e dei materiali (sempre dell’azienda). Se manca uno di questi, l’offerta non si può confrontare.
Come confrontare due offerte
Con la stessa lista. Offerta A “150 euro al mese” con due post a settimana dalle vostre foto in albanese e senza DM la sera; offerta B “400 euro” con quattro post, stories ogni giorno, ripresa mensile, tre lingue, inserzioni e DM 7/7. Non sono lo stesso servizio. Chiedete la lista e chiedete cosa succede ai DM del sabato sera.
I prezzi bassi: dove si risparmia
Foto di stock invece delle riprese. Testi tradotti a macchina. Post programmati e nessuna risposta ai DM. Nessun report. Follower comprati per mostrare “risultati”. Account pubblicitari intestati all’agenzia. Chi paga poco spesso riceve questo: costa più della tariffa.
Il contratto
Durata minima tre mesi (meno non mostra risultati), tariffa mensile fissa, cosa è compreso, preavviso di disdetta 30 giorni, proprietà degli account e dei materiali a nome dell’azienda, riservatezza. Senza contratto, al terzo mese discuterete di cosa era compreso.
Quanto deve portare
Per un ristorante: prenotazioni dai social che coprono la tariffa più volte. Per un hotel: prenotazioni dirette e richieste. Per un’agenzia immobiliare: richieste per immobile. Per una clinica: prenotazioni. Se dopo tre mesi il report non mostra risultati misurabili, cambiate: o il social media manager, o l’azienda.
Interno contro esterno
Un dipendente interno a tempo pieno costa stipendio, contributi, strumenti, formazione, e spesso non ha metodo. Un’agenzia costa un canone mensile più basso dello stipendio, con un team (foto, video, testi, inserzioni) e un metodo, ma ha bisogno di un contatto interno. Per la maggior parte delle aziende albanesi sotto i 20 dipendenti, l’esterno costa meno e dà di più.
La risposta breve
Costa quanto vale il lavoro che ricevete. Un buon social media manager per un’azienda attiva costa meno di un dipendente part-time e porta più della sua tariffa in prenotazioni o richieste. Chiedete la lista, il report e il contratto. Chiedete dei DM della sera. Scegliete chi risponde a tutto.
Un calcolo del ritorno
Ristorante a Saranda, fascia 2: canone mensile dell’agenzia più budget pubblicitario modesto. I risultati misurati dopo tre mesi: in media 110 prenotazioni al mese da DM e WhatsApp con origine social, scontrino medio per tavolo noto. Gli incassi dai social: molte volte il costo totale. Anche contando solo un terzo di quelle prenotazioni come “nuove” (le altre sarebbero arrivate comunque), la campagna si ripaga diverse volte. Lo stesso calcolo per un’agenzia immobiliare con una vendita a trimestre dai social copre un anno di tariffa. Chiedete questo calcolo nel report: se manca, non sapete cosa state pagando.
Cosa non accettare
Tariffa senza lista dei servizi. Budget pubblicitario che passa dall’agenzia senza trasparenza. Account pubblicitario intestato all’agenzia. Contratto annuale senza uscita. Promesse di follower. Nessun report o report con soli like. Testi tradotti a macchina. Foto di stock. Proprietà dei materiali (foto, video) che resta all’agenzia. Chi accetta uno di questi paga due volte: la tariffa e la perdita.
Domande frequenti
Quanto costa in media?
Dipende dalla fascia: da una tariffa modesta per un profilo base a quanto un dipendente a tempo pieno per la presenza completa.
Le inserzioni sono comprese?
La gestione può esserlo; il budget va sempre a parte, sul vostro account.
Quanti mesi servono per vedere risultati?
Tre. Il contratto minimo è per questo.
Posso iniziare con poco e crescere?
Sì: fascia base per tre mesi, poi aggiungete canali, riprese e inserzioni.
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